Egitto, Film blasfemo: 7 condanne a morte

Sette copti egiziani sono stati condannati a morte in contumacia da un Tribunale penale del Cairo in relazione al film blasfemo su Maometto ‘L’innocenza dei musulmani’ prodotto negli Stati Uniti. Lo riferisce la televisione di Stato egiziana.
La trasmissione del filmato blasfemo su Youtube aveva scatenato a settembre una serie di violente proteste nel mondo arabo e musulmano. L’evento piu’ sanguinoso si era registrato l’11 settembre, quando alcuni miliziani armati attaccarono il consolato americano a Bengasi, in Libia, uccidendo l’ambasciatore statunitense Chris Stevens, insieme ad altri tre diplomatici.
L’accusa formulata dal Tribunale penale del Cairo nei confronti di 7 copti egiziani e del pastore americano Terry Jones e’ di “insulto alla religione islamica e di minaccia all’unita’ nazionale”, come ha annunciato il presidente della corte, Sayf al-Nasr Sulayman, che ha fissato per il 29 gennaio la lettura della sentenza. Secondo quanto riferisce il sito del quotidiano egiziano ‘Youm 7′, gli avvocati di parte civile hanno espresso la loro soddisfazione gridando “Viva la giustizia”.
La procura generale aveva rinviato a giudizio Maurice Sadeq Girgis Abdel Shahid, Murqus Aziz Khalil, Fikri Abdel Masih Zaqlama, Nabil Adib Bisada, Elia Basili, Nahed Mahmoud Metwalli, Nadir Farid Niqula, tutti rappresentanti della comunita’ copta egiziana negli Stati Uniti, e il pastore evangelico Terry Jones, noto per aver lanciato un appello nel 2010 a bruciare copie del Corano in occasione del nono anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001 a New York.
Secondo la procura, tutti e 8 hanno compiuto tra il 27 agosto e il 12 settembre azioni minacciose per l’unita’ dell’Egitto e per l’incolumita’ del suo territorio, poiche’ avrebbero diffuso su Internet un appello a dividere il Paese di piccoli Stati su base religiosa ed etnica.
Inoltre, la procura ritiene che gli imputati abbiano utilizzato la religione per divulgare idee estremiste allo scopo di suscitare il conflitto e l’odio verso l’Islam, mettendo a rischio l’unita’ nazionale e la pace sociale in Egitto. In particolare, i sette imputati egiziani hanno diffuso idee false e tendenziose con cui hanno prodotto il film sotto accusa, che contiene scene in cui si sostiene che i membri della comunita’ cristiana siano stati oggetto di persecuzione a sfondo religioso da parte delle istituzioni dello Stato. Fatto, questo, che ha turbato la sicurezza pubblica, arrecando danno all’interesse pubblico e alle istituzioni dello Stato, ossia le forze di polizia e l’esercito egiziani.
Quanto a Terry Jones, pastore in Florida, per la procura avrebbe aiutato gli altri imputati a commettere tali crimini incitandoli e concordando con loro la produzione e diffusione del film, fornendo loro anche sostegno economico. (ADUC)

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