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Economia e Finanza, Un esempio: l’analisi ciclica (4)

Un modo molto particolare di fare analisi dei mercati finanziari è l’analisi ciclica.
Ogni cosa nella natura tende a muoversi seguendo cicli. Il concetto di ciclo viene spesso associato al concetto di “ordine superiore”. L’alternarsi del giorno e della notte, delle stagioni, sono gli esempi più classici di ciclo che possiamo fare. La stessa vita umana può essere espressa come ciclo di nascita, crescita, maturità, vecchiaia e morte (e, per coloro che vi credono, rinascita, per avviare un nuovo ciclo).

L’economia è notoriamente ciclica. Vi sono fasi di espansione e fasi di correzione. Le banche centrali cercano in ogni modo di “appiattire” questi cicli e negli ultimi anni hanno avuto anche un certo successo. Ciò nonostante i cicli economici mutano, ma non spariscono.
Secondo la teoria dei cicli finanziari, anche i mercati finanziari presentano cicli di varia natura.

Sia ben chiaro: stiamo parlando di teorie che non hanno un riscontro sufficientemente ampio nel mondo accademico. Nascono prevalentemente dall’osservazione pratica, così come molte altre forme di analisi finanziaria.

Dopo aver studiamo questa teoria per molti anni, personalmente mi sono formato la convinzione che lo studio di questi cicli possa dare informazioni utili, ma sarebbe profondamente sbagliato utilizzare queste tecniche come unico, o prevalente, fonte di analisi.

Il primo che ha pubblicato una teoria organica dei cicli finanziari grazie all’utilizzo dell’informatica è l’ingegnere americano James Hurst che circa 50 anni fa ha pubblicato un libro ed ha svolto dei corsi molti dettagliati su questo tema. Ma prima di lui, moltissimi economisti hanno proposto diverse teorie sui cicli economici.

L’economista Joseph Alois Schumpeter, ad esempio, ha formulato un’interessante teoria economica basata sull’integrazione di tre tipologie di cicli principali che ricorda in parte alcune applicazioni che oggi vengono fatte con l’analisi dei cicli finanziari.

La teoria dei cicli finanziari è molto affascinante, ma ha un problema rilevante: a dispetto della semplicità degli assunti di base, la sua applicazione è estremamente complessa. Ci vuole grande esperienza per padroneggiarla. I margini d’interpretazione individuale sono molto grandi.

In sintesi, quindi: ritengo che sarebbe frettoloso liquidare l’analisi ciclica dei mercati come una sciocchezza, al pari – ad esempio – dell’“astro-finanza”, ma è bene prendere questo tipo di analisi con molta accortezza, perché i margini di errore sono molto ampi.

ADUC – Fi

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