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“Dieta Vegana: > le sue virtù in termini di ridotto impatto ambientale”

Dall’ultimo decennio a questa parte, la dieta vegana sta sempre più entrando nel nostro abitudinario collettivo: ristoranti a tema, prodotti presenti, non più solo nei negozi specializzati, ma anche all’interno della grande distribuzione, corner dedicati, cosmetici e vestiti vegan-friendly. Alla base del costante aumento del numero di persone che cambiano la loro alimentazione onnivora troviamo sicuramente un’ideologia ambientalista, eco-friendly. Un tentativo di fare qualcosa di concreto per l’ambiente in cui viviamo, costantemente stra-sfruttato dall’industria, sia che si tratti di quella petrolifera, alimentare che manifatturiera.

Questo interesse in costante aumento ha orientato anche la comunità scientifica a studiare meglio il fenomeno, sotto diversi punti di vista.

A livello italiano una ricerca dell’Università di Parma ha rilevato per la prima volta l’impatto delle tre diete principali (onnivora, vegetariana e vegana) sull’habitat circostante. Il risultato? Non sempre la dieta vegana risulta vincente.

Il team di ricercatori ha infatti analizzato l’impatto delle tre tipologie di dieta attraverso la compilazione di questionari che hanno analizzato i consumi reali delle persone. Dall’analisi dell’impronta di carbonio, di acqua ed ecologica, i tre indicatori ambientali utilizzati per determinare la sostenibilità delle diete, è emerso sia che la dieta onnivora è quella che crea un impatto superiore, dato già riscontrato da altri studi, ma ha anche permesso di sottolineare come tra quella vegana e la vegetariana non ci sia una netta differenza, diversamente da quanto si potrebbe pensare. Quest’ultima scoperta sottolinea come il consumo di alimenti derivanti dalla catena animale (dieta latto-ovo-vegetariana) non comporti un maggior impatto sull’ambiente rispetto a quella vegana.

Ciò che la ricerca vuole sottolineare è che gli alimenti vegetali consumati in una dieta vegana sono spesso altamente trasformati e possono arrivare da Paesi anche molto lontani. Questo perché, la scelta vegana più di quella vegetariana, obbliga spesso il consumatore a fare ricorso a prodotti pronti di origine industriale: seitan, hamburger vegetali confezionati, yogurt di soia. Tutti prodotti che, per essere realizzati, necessitano di un maggiore consumo di acqua e di energia elettrica.

Dott.ssa Carolina Margheri
Biologa – Nutrizionista – Farmacista

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