Congo, vittime nel mondo del nostro benessere

L’estrazione del coltan, nelle miniere del Nord Kivu, la regione orientale della Repubblica Democratica del Congo, con l’utilizzo di uomini-donne-bambini fornisce un vero e proprio bussines alle più importanti aziende nel mondo. Questa realtà, ben conosciuta dai locali, non determina l’esaurimento delle file di disperati che si avviano a lavorare per l’estrazione del coltan, in assenza di sostanziali alternative per la sopravvivenza loro e delle proprie famiglie. Anzi, i minatori sono anche disposti (e obbligati) a pagare un pizzo sui minerali estratti agli uomini armati che presidiano i territori e che altrimenti non consentirebbero loro di scavare e di portare poi a spalla in città i sacchi da 30-40 Kg di preziosi minerali per la vendita.

I soldi raccolti dai guerriglieri sono impiegati per acquistare nuove armi per continuare coi traffici illeciti o per ottenere maggiore potere, in un infinito loop di cui è difficile intravedere un termine.

L’argomento COLTAN era stato trattato dall’agenzia di stampa emmegipress, inerente alla piaga dei minori usati nelle miniere.

Il coltan è diventato strategico dall’industria tecnologica, ma alcuno lo considerava. A vederlo sembra solo fango. Se gli si avvicina una calamita si attacca.

In realtà il coltan è un minerale che serve a ottimizzare il consumo della corrente elettrica nei chip di nuovissima generazione. Nei telefonini, per esempio, o nelle telecamere o nei computer portatili dove il problema più difficile da risolvere è quello della durata delle batterie. I condensatori al tantalio permettono un risparmio energetico e quindi una maggiore versatilità dell’apparecchio.

Il coltan però è radioattivo, contiene anche un bel po’ di uranio. Oltre a essere l’ingrediente fondamentale nella costruzione dei nostri telefoni cellulari, il coltan è usato nell’industria aerospaziale per fabbricare i motori dei jet, oltre agli air bag, ai visori notturni, alle fibre ottiche.

Il prezioso minerale è naturalmente anche la causa della guerra che sta devastando il Paese del COngo. I proventi della vendita del minerale servono infatti a pagare i soldati e ad acquistare nuove armi.

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