Carta o Internet ? Il nostro cervello all’epoca dei nuovi modi di leggere

cervelloMaryanne Wolf, direttrice del Centro di ricerca sulla lettura e il linguaggio dell’Universita’ Tufts (Boston, Usa) e’ autrice di “Proust e il calamaro” (in riferimento al fatto che questi animali sviluppano le loro reti di neuroni). Nell’ambito di “Entretiens du Nouveau Monde industriel”, che si tiene al Centre Pompidou di Parigi, la specialista di sviluppo dell’infanzia ha evocato “la modificazione del nostro cervello-lettore nel XXI secolo” .

Come leggiamo? “Il cervello umano non e’ programmato per essere in grado di leggere. Esso e’ fatto per sentire, parlare, intendere, riguardare.. Ma noi non siamo geneticamente programmati per imparare a leggere”. Come spiega il neuroscienziato francese Stanislas Dehaene nel suo libro “I neuroni della lettura”, noi abbiamo utilizzato il nostro cervello per identificare dei modelli. E’ l’invenzione culturale che ha trasformato il nostro cervello, che ha congiunto e connesso i nostri neuroni tra loro, che hanno imparato a lavorare in gruppi di neuroni specializzati, essenzialmente per decifrare il riconoscimento delle forme. Riconoscimento che, insieme a dei modelli, ha permesso la nascita dei primi simboli logografici, consentendo di simbolizzare cio’ che si vede come pitture rupestri o le prime tavole sumeriche. Con l’invenzione dell’alfabeto, l’uomo inventera’ il principio che ogni parola e’ un suono e che ogni suono suo’ essere identificato con un simbolo. Il cervello-lettore e’ quindi in grado di “vedere”, decodificare informazioni, motivi e di trattarli per poter pensare ed avere una riflessione.

Pertanto, il circuito di lettura non e’ omogeneo. Quando si osservano le immagini cerebrali di un inglese che legge l’inglese, un cinese che legge il cinese o i caratteri cinesi (Kanji), un giapponese che legge i propri sillabari fonetici (Kana), ci si rende conto che queste letture attivano zone sensibilmente differenti secondo le forme di scrittura. Questo significa che ci sono molteplici circuiti di lettura nel nostro cervello. Il cervello e’ plastico e si organizza in diversi modi per leggere, riferendosi al sistema di scrittura e al mezzo di comunicazione utilizzato. “Noi siamo cio’ che leggiamo e cio’ che noi leggiamo ci forma”. Cio’ che spiega anche che ogni bimbo che impara a leggere deve sviluppare il suo proprio circuito di lettura.

Cio’ che stimola di piu’ il nostro cervello, secondo le immagini mediche, e’ suonare un pezzo al pianoforte, poi leggere un poema molto difficile, spiega Maryanne Wolf. Poiche’ la lettura profonda ha bisogno di una forma avanzata di concentrazione, come sottolinea Proust in “Sulla lettura”: “Noi sentiamo molto bene che la nostra saggezza comincia dove quella dell’autore finisce, e noi vorremmo che ci desse delle risposte. Mentre tutto cio’ che puo’ fare e’ di darci dei desideri. E questi desideri, non puo’ risvegliarli in noi se non facendoci contemplare la bellezza suprema alla quale l’ultimo sforzo della sua arte gli ha permesso di arrivare. Ma per una legge singolare e talvolta provvidenziale dell’ottica degli spiriti (legge che significa, puo’ darsi, che noi non possiamo ricevere la verita’ di nessuno, e che noi dobbiamo crearla da soli), cio’ che e’ il significato della loro saggezza non ci appare che come l’inizio della nostra, in modo che e’ al momento dove essi ci dicono tutto cio’ che ci possono dire, che essi fanno nascere in noi il sentimento su cui non ci hanno ancora detto niente”.

La lentezza, la concentrazione e il processo cognitivo, incoraggiano il cervello-lettore. La deduzione, il pensiero analogico, l’analisi critica, la deliberazione, la perspicacia, l’epifania (cioe’ la comprensione improvvisa dell’essenza e del significato di qualche cosa) e la contemplazione sono una delle meravigliose conseguenze della nostra capacita’ di leggere il pensiero di un altro.

Perche’ la lettura digitale e’ differente?

Cio’ che noi sappiamo del nostro cervello-lettore ci rende chiaro cio’ che noi sappiamo nell’epoca della cultura digitale?

Quali sono le implicazioni profonde sulla plasticita’ dei nostri circuiti di lettura in considerazione del fatto che noi utilizziamo dei media dominati dal digitale?

(SEGUE sul prossimo articolo in programma di stesura)

Si ringrazia: ADUC

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Posted by on 18/01/2013. Filed under GEOPOLITICA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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