Azione liturgica della Passione del Signore (Venerdi’ Santo)

La celebrazione inizia in silenzio: nessun’antifona introitale è prevista e non si effettua alcun canto; quando la processione dei concelebranti arriva al presbiterio, essi si stendono a terra per qualche secondo, nell’ora della morte di Cristo, mentre tutto il popolo si inginocchia in silenziosa preghiera. Quindi il celebrante o i concelebranti si alzano e raggiungono il loro posto insieme al clero. Arrivato alla sede il celebrante pronuncia l’orazione che introduce la liturgia della Parola. Essa consta di:
una prima lettura tratta dal libro del profeta Isaia (Is 52,13-53,12);
il salmo responsoriale (Sal 30);
una seconda lettura tratta dalla Lettera ai Filippesi di San Paolo apostolo (Fil 2,6-11);
la Passione secondo Giovanni (Gv 18,1-19,42), preceduta dal tratto e seguita solitamente dall’omelia;
la Preghiera Universale, formata da dieci intenzioni in preghiera, introdotte da un diacono o un sacerdote e concluse ciascuna con l’orazione del celebrante. Quindi comincia l’Adorazione della Santa Croce, in una delle forme previste dal rito; nella forma più comune un diacono o un sacerdote accompagnano processionalmente al presbiterio una croce velata; ivi il celebrante provvederà a svelarla in tre momenti, intonando (con il canto a cappella) o recitando l'”Ecce lignum crucis” (Ecco il legno della croce), a cui il popolo risponde “Venite adoremus” (Venite adoriamo); ad ogni momento, dopo il canto, tutti si inginocchiano in silenziosa adorazione. Svelata totalmente la croce, essa viene esposta per il bacio della croce, da parte del clero e del popolo, mentre la schola può intonare dei canti (in genere senza il supporto di organo od altri strumenti musicali, che comunque non possono suonare senza canto) o si possono leggere delle antifone indicate.
Seguono i riti di comunione; la croce viene posta sopra l’altare e, dal luogo della riposizione, vengono portate da un diacono o sacerdote le ostie consacrate la sera prima. Quindi il celebrante introduce il Padre nostro; subito dopo si distribuisce la comunione al popolo. Terminata la comunione, letta l’Orazione dopo la Comunione e l’Orazione sul popolo, senza dare alcuna benedizione e senza segno di croce, i celebranti fanno ritorno in sacrestia in silenzio, senza canti o musica. Poiché l’Eucaristia viene interamente consumata il Venerdì, il Sabato Santo i tabernacoli sono vuoti e, non essendoci il Santissimo Sacramento nelle chiese, entrando si genuflette adorando la Croce.
Il venerdì Santo è richiesto a tutti i fedeli con più di 14 anni l’astinenza dalle carni e ai fedeli tra i 18 e i 60 anni il digiuno ecclesiastico.

FONTE

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