Analisi sul disastro aereo militare russo Tu-154

Riportare un fatto di cronaca lo hanno già fatto altri, mentre noi preferiamo, come ormai i nostri lettori sono abituati, nel capire cos’è accaduto. Il 25 Dicembre 2016, un Tupolev Tu-154 con a bordo il Coro dell’Esercito Russo, dopo essere decollato dall’aeroporto di Sochi e diretto in Siria, precipita nel Mar Nero. Analizziamo delle ipotesi, partendo dal fatto di cosa stiamo parlando, cioè il tipo di veicolo, un aviogetto a tre motori, sviluppato in Unione Sovietica nella metà degli anni sessanta. È uscito dalla produzione nel primo bimestre del 2013. Il Tu-154 è uno dei velivoli civili più veloci del mondo tra quelli in servizio, in quanto in grado di raggiungere una velocità di crociera di 975 km/ora. L’autonomia è di 5280 chilometri ed è in grado di operare da piste non pavimentate o da aeroporti preparati sommariamente solo con ghiaia. Viene spesso utilizzato nelle regioni artiche all’estremità settentrionale del territorio russo, in zone dove gli aeroporti possono avere infrastrutture solo rudimentali.

Lungo 48 metri, con una apertura alare di quasi 38 metri, vanta cifre come 137,5 milioni di passeggeri e 243,8 miliardi di chilometri percorsi per esempio nel solo 1990. Il velivolo è stato inoltre esportato al di fuori dall’Unione sovietica ed impiegato da circa 17 linee aeree non russe e da un certo numero di aeronautiche militari. Rimane l’aereo di linea standard per i voli interni attraverso la Russia ed in altri stati in precedenza appartenenti al Patto di Varsavia.

Premesso quanto sopra, cos’è accaduto al volo del 25 Dicembre 2016 ?

Scartiamo subito il guasto meccanico, poiché l’equipaggio non ha comunicato alcun problema. Quindi il disastro è stato istantaneo. Problemi di carburante ? No. I piloti esperti con il Tu-154 possono planare e manovrare senza potenza. Peraltro neanche questa comunicazione è arrivata alla torre di controllo. Collisione con uccelli ? No. Il caso del volo US Airways 1549 ha dimostrato che un aereo di linea a pieno carico può tentare l’atterraggio. Un Missile? No! una testata di un missile del tipo MANPAD non ha un raggio di esplosione in grado di mettere tre motori fuori uso, di cui uno sulla fusoliera. Errore del Pilota ? Forse…ma chi pilota quell’aereo viene sottoposto a durissimi test di abilitazione.

Quindi ?

L’ipotesi più accreditata è un sabotaggio!

Sul Tupolev dell’esercito russo viaggiavano anche 9 giornalisti e operatori dell’informazione delle tre principali tv di Stato di Mosca. Tre giornalisti lavoravano per il canale Zvezda Pavel Obukhov, il cameraman Alexander Suranov e l’assistente di ripresa, Valery Rzhevskiy. Tra le vittime anche il cameraman Oleg Pestov, premiato con la medaglia “al merito della patria” per i suoi reportage nelle zone di conflitto. La tv di Stato ha trasmesso il ricordo dei suoi colleghi. (Fonte: EuroNwes)

Alle famiglie dei deceduti n questo disastro, comunque, porgiamo le nostre condoglianze.

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