Acqua, Quanto serve discutere di pubblico contro privato?

Questo non è un articolo pro o contro la “privatizzazione dell’acqua“. È solo un invito a pensare a qualcosa di cui finora, qui in Italia, mi sembra non si sia parlato affatto.

Che differenza c’è fra un gestore pubblico e uno privato se in entrambi i casi i cittadini non sanno prima che sia troppo tardi come vanno le cose? Perché non parliamo di come sapere gratis, in tempo reale, via Internet, i valori aggiornati di dati come:

* quanta acqua esce da ogni sorgente e quanta ne arriva in ogni quartiere, cioè quanto si spreca e dove
* quando e dove si verifica un guasto e quanto tempo ci vuole in media per risolverlo
* quanto costano ogni singolo servizio o attività del gestore e perché,
* quanti dipendenti ha, con quali contratti, quanti straordinari sono “incoraggiati” a fare oppure a quanti giorni di ferie “rinunciano volontariamente”
* tutti i costi e particolari di ogni subappalto in corso
* quale funzionario o amministratore locale ha autorizzato certe spese

Senza informazioni complete non possiamo controllare veramente la gestione dell’acqua. Finchè le informazioni rimangono, di fatto, privatissime anche se con Internet costerebbe pochissimo pubblicarle, che certi servizi siano pubblici o no conta poco.

[STOP-ZONA]

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