A cosa servono le analisi finanziarie? (5 – ultima parte)

Se un investitore inesperto inizia leggere delle analisi finanziarie, in particolare (ma non solo) quelle basate sui cicli, può facilmente essere tratto inganno (anche a prescindere dalla volontà e serietà dell’estensore dell’analisi stessa). Anche molti sedicenti “addetti ai lavori” nel mondo della finanza leggono analisi finanziarie senza avere la necessaria preparazione per valutare il peso da dare alle conclusioni, figuriamoci gli investitori non professionisti. I non esperti farebbero semplicemente bene a non leggere queste cose.

Le analisi finanziarie sono utili un po’ come gli esami medici. Sono informazioni importanti che però vanno lette sulla base di una lunga esperienza.
Dalla lettura delle analisi mediche alla formulazione di una diagnosi e successivamente di una cura, il passo è molto lungo.
Lo stesso principio si può applicare alle analisi dei mercati. Un’analisi può – giustamente – rilevare che sulla base dei fondamentali un determinato mercato è molto caro. Un’altra analisi può dire che sulla base del rapporto tra tassi d’interesse e utili conviene ancora investire sull’azionario.

Entrambe le analisi possono essere corrette, ma osservano un pezzetto della realtà con un particolare “strumento” (cioè alla luce di una particolare teoria).

Ciò che conta è il quadro complessivo e, almeno fino ad oggi, questo può fornirlo solo l’esperienza e l’intuito dell’analista.

Le analisi finanziarie non dovrebbero determinare direttamente le scelte d’investimento.
Le singole scelte d’investimento dovrebbero essere frutto di strategie d’investimento che tengano in considerazione tutti gli scenari possibili.

Le analisi dei mercati possono essere utili quando si deve scegliere se partire con una determinata strategia oppure, in alcuni casi, se cessarla completamente poiché si è concluso un ciclo finanziario completo che va da un minimo al minimo di lungo periodo successivo.
Facciamo un esempio concreto per provare a capire meglio questo concetto.

Ipotizziamo che le analisi di mercato che compio sulla base di varie teorie mi compongano un quadro di mercati ancora molto cari e devo iniziare ad investire, forse non è il caso di partire con strategie basate sul valore dal momento che saranno poche le opportunità che il mercato mi darà per metterle in atto. Posso pensare di progettare le regole della strategia, ma poi l’applicazione la rimanderò al momento in cui le analisi mi daranno un quadro di mercati mediamente a buon mercati o almeno non eccessivamente cari.

Non sappiamo quando questo potrà avvenire, l’analisi non è una previsione, ma sappiamo che i mercati cambiano ed attraversano – appunto – dei cicli, come abbiamo visto.

Le singole scelte, però, non devono essere influenzate dalle analisi. Una volta che si decide di applicare una strategia, questa deve prevedere prima cosa fare nel caso in cui l’andamento del prezzo futuro va nella direzione opposta a quello sperato.

A quel punto non è più l’analisi finanziaria che guida la scelta, ma la strategia, cioè le regole che naturalmente devono essere scritte con esperienza e professionalità.

ADUC – FI

Related posts